La storia del SIN – Timeline

L’inquinamento ambientale dovuto alle attività industriali e il problema dello smaltimento dei rifiuti ha costituito sempre una grande preoccupazione per la popolazione del SIN Valle del Sacco. Questa timeline ricostruisce le tappe e la storia che hanno portato all’istituzione del SIN.

Valle del Sacco
L'attività industriale

L’area della Valle del Sacco è stata sede, sin dagli inizi del ‘900, di una importante attività industriale per la produzione di sostanze chimiche, esplosivi, carrozze ferroviarie, motori di lancio. In particolare, la concentrazione industriale ha riguardato l’area di Colleferro, la cui zona industriale ha avuto un'estensione è di circa 1000 ettari, con una occupazione che ha raggiunto 8000 addetti per la produzione.

1990-1994
L'inquinamento industriale
  • Gennaio 1990: all’interno del perimetro industriale della BPD di Colleferro, vengono individuate 3 discariche di rifiuti industriali, testimonianza che nel corso degli anni era stata effettuata un'intensa attività di smaltimento e incenerimento di rifiuti industriali.
  • 1990: uno studio di mortalità negli addetti alle costruzioni di carrozze ferroviarie a Colleferro evidenzia un eccesso di tumori polmonari, specie nei lavoratori, con lunga latenza dalla prima esposizione (Blasetti F, et al. La Med Lav, 1990).
  • 1991: una perizia tecnica della Procura di Velletri sulle sostanze presenti nelle acque e nel terreno delle tre discariche industriali rileva la presenza di metalli pesanti e pesticidi.
  • 1994: due pozzi destinati all’approvvigionamento di acqua potabile (Stendaggi e Colosseo), gestiti dal Consorzio servizi acque potabili della Snia BPD, risultano oggetto di inquinamento massivo da trielina.
1997-2000
La salute della popolazione
  • 1997-2000: studi epidemiologici nel complesso industriale di Colleferro indicano eccessi di mortalità nei lavoratori di alcune industrie del territorio (Palange S, et al. Med Lav. 2004).

  • 1997: uno studio di mortalità sugli addetti alle lavorazioni chimiche evidenzia eccessi non statisticamente significativi per i tumori maligni e per alcune sedi tumorali specifiche (Rapiti et al. Eur J Epidemiol 1997).
2001-2005
Beta-esaclorocicloesano
  • 2001: la Società Caffaro Spa dichiara la presenza nel terreno, fino a 4 metri di profondità all’interno del proprio perimetro industriale, di isomeri di esaclorocicloesano in concentrazioni superiori ai limiti previsti dal D.M. 471 del 25.10.1999.

  • 2005: un’indagine rileva su un campione di latte crudo livelli di beta-esaclorocicloesano (ꞵ-HCH) circa 20 volte superiore ai livelli limite.

2005
Lo stato di emergenza
  • 19 maggio: viene dichiarato lo stato di emergenza socio-economico-ambientale nella Valle del Sacco per Colleferro, Segni e Gavignano in provincia di Roma. Paliano, Anagni, Ferentino, Sgurgola, Morolo e Supino in provincia di Frosinone.
  • 14 luglio: il Presidente della Regione Lazio viene nominato Commissario delegato per l’emergenza a Colleferro e nelle fasce ripariali del fiume Sacco.
  • 2 dicembre: nasce il SIN “Valle del Sacco” (L. 02.12.2005 n. 248) e viene pianificato un biomonitoraggio per la contaminazione da ꞵ-HCH.
2008-2009
SIN Bacino del fiume Sacco
  • 31 gennaio 2008: viene ridefinito il SIN “Bacino del Fiume Sacco”, dal D.M. 31.01.2008 n. 4352.
  • Viene prorogato lo stato di emergenza con DD.P.C.M 06.04.2006, 24 aprile 2007, 30.05.2008 e 31.10.2008, fino al 31.10.2009.
  • 2009: inizio delle attività di sorveglianza e biomonitoraggio  del -HCH, approvato con Determinazione regionale N. B0244/2009. 
2010-2013
Rinnovo stato di emergenza e declassamento del SIN
  • 2010: è rinnovato lo stato di emergenza (D.P.C.M. 29.10.2010) estendendolo alle aree agricole/ripariali dei comuni di Frosinone, Patrica, Ceccano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceprano e Falvaterra.

  • 2012: è conclusa la prima opera di bonifica di uno dei siti di stoccaggio illegale nello stabilimento BDP di Colleferro (Arpa 1).

  • 12 marzo 2013l’area è declassata da SIN a Sito di Interesse Regionale.

  • 2013: comincia la seconda fase di sorveglianza e biomonitoraggio del ꞵ-HCH.

2014-2016
Riperimetrazione del SIN
  • 16 Luglio 2014: la sentenza del TAR del Lazio annulla il declassamento. La titolarità sul procedimento amministrativo di bonifica del SIN Valle del Sacco torna al Ministero dell’Ambiente.
  • 21 novembre 2016: il decreto MATTM n.231 riperimetra il SIN includendo 19 comuni, per un totale di circa 200.000 residenti, una superficie di circa settemila ettari, articolati lungo il fiume Sacco per circa 50 chilometri.
2019-2021
Progetto INDACO

Accordo tra il Ministero per l’ambiente e la Regione Lazio per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e risanamento del SIN Bacino del fiume Sacco, che prevede un programma di studi epidemiologici e una nuova campagna di biomonitoraggio del β-HCH, integrato con Decreto n. 62 dell’11.05.2021.

APPROFONDIMENTI

Bacino (idrografico) del fiume Sacco. Ministero della Transizione Ecologica

ReTuVaSa – Rete per la Tutela della Valle del Sacco

Forti M. I rifiuti tossici avvelenano ancora il Lazio – Internazionale, 05 luglio 2016

La valle dei veleni  – Internazionale, 26 maggio 2015

Valle del Sacco: una storia di fossi, interramenti e smaltimenti sospetti  – Senti chi parla, 23 dicembre 2022

Colleferro: lo smaltimento dei rifiuti tra attivismo e politica – Senti chi parla, 20 marzo 2023

INDACO, uno dei colori che lega le storie del Sin Valle del Sacco – Senti chi parla, 30 maggio 2023